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Incontro pubblico
SUPSI, DEASS, Palazzo E, Manno – Aula 111
Martedì 12 novembre 2019, ore 18.30

Flessibilità, versatilità, adattabilità, rapidità sono parole chiave nel mercato del lavoro odierno con le quali collaboratrici, collaboratori e datori di lavoro si confrontano quotidianamente. In questo contesto il jobsharing rappresenta un’opportunità sia per i singoli sia per i datori di lavoro.

Durante l’incontro verranno discusse le condizioni e le modalità maggiormente efficaci per
introdurre questa tipologia di organizzazione del lavoro in diversi contesti.
Questo evento informativo sul jobsharing in Ticino è organizzato dal Centro di competenze
lavoro, welfare e società della SUPSI insieme all’Associazione Part Time Organisation (PTO)
nell’ambito di un progetto finanziato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo con il sostegno del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS).

Programma
18.30 Benvenuto
18.35 Saluto di Rachele Santoro, Delegata cantonale per le pari opportunità
18.45 Jobsharing, una modalità di gestione del lavoro per tutti? Opportunità e sfide
Intervento di Danuscia Tschudi, ricercatrice senior SUPSI, Centro di competenze lavoro,
welfare e Società e membro PTO
19.10 Il jobsharing per la professione medica: un’opportunità per favorire il benessere
Intervento del Dr. med. Davide Giunzioni, presidente dell’Associazione medici assistenti
e capi clinica – sezione Ticino (ASMACT)
19.20 Misure di conciliazione tra famiglia e lavoro della riforma cantonale fiscale e sociale
Intervento di Roberto Sandrinelli, aggiunto di direzione presso la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF), e di Nicola Giambonini, responsabile Corporate Social Responsability di AITI; entrambi membri del gruppo di coordinamento per l’implementazione delle misure sociali previste dalla Riforma cantonale fiscale e sociale
19.35 Pratica del jobsharing: ateliers di discussione sui vantaggi, gli aspetti critici e le condizioni di riuscita del jobsharing
20.35 Sintesi in plenaria
20.45 Aperitivo e networking
21.30 Conclusione dell’evento

La partecipazione è gratuita.
Per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione entro il 5 novembre 2019 al seguente link:
www.supsi.ch/go/evento-jobsharing
Indicazioni sui posteggi verranno fornite in seguito all’iscrizione.

Stimatissimi soci, vi invitiamo a partecipare alla seguente inchiesta, vi richiederà pochi minuti del vostro tempo.

L’obiettivo dell’inchiesta è ottenere informazioni sullo stato effettivo e sui bisogni esistenti nella comunicazione tra medici ai diversi livelli di funzione. Illustriamo sia le differenze tra le generazioni sia anche le differenti scale di valori.

Con le Sue informazioni contribuisce a creare le basi per l’attuazione pratica di nuove strategie negli ospedali, come pure nella formazione e nel perfezionamento.

Per eventuali ragguagli la Dr.ssa Elisabetz Maidl è volentieri a vostra disposizione.

Le Sue informazioni saranno analizzate in formato anonimizzato e non saranno inoltrate a terzi.

Grazie mille per la Sua preziosa partecipazione!

Dr.ssa Sabina Heuss                                 Dr.ssa Elisabeth Maidl
sabina.heuss@fhnw.ch elisabeth.maidl@fhnw.ch
+41 62 957 28 75

Fachhochschule Nordwestschweiz FHNW
Hochschule für Wirtschaft HSW
Institute for Competitiveness and Communication ICC

Vi comunichiamo che il corso per l’anno 2019 per motivi logistici è stato annullato, viene riproposto per il 2020. Trovate i dettagli del corso qui

Per chi se lo fosse perso vi riportiamo l’articolo e gli spezzoni del Telegiornale del 27.06.2019.

Dopo anni passati in corsia il nostro testimone, un medico assistente, non ce la fa più. Ci racconta delle troppe ore passate a lavorare, dei turni massacranti e fuori legge “a volte addirittura pianificati in anticipo”. Inoltre, il troppo tempo speso dietro a un computer per gestire il carico burocratico non aiuta. Una situazione insostenibile che, secondo uno studio dell’ASMAC, tocca il 52% dei medici assistenti e dei capiclinica.
La testimonianza si inserisce in un discorso più ampio della crisi dei nuovi medici svizzeri.
Per non rischiare il posto di lavoro, il medico in formazione si racconta in forma anonima.

Da https://www.rsi.ch/news/svizzera/Giovani-medici-fuori-legge-11899643.html

Si offre un posto di Medico Assistente al 100% per il periodo dal 1 novembre 2019 al 1 maggio 2019 (o un anno a 50%) presso studio medico specializzato in medicina integrativa , riconosciuto nell’ambito della specializzazione in Medicina Interna generale, a Losanna . Competenze della struttura, medicina generale, pediatria, ortopedia e psichiatria in collaborazione con specialisti in medicina complementare (ipnosi, fitoterapia, acupuntura). Interessati contattare via mail: Dr.ssa Taddei Sara, staddei@svmed.ch

Il 21.05.2019 si è tenuta l’assemblea straordinaria dell’ASMAC Ticino.

C’è stato modo di approfondire alcuni temi di discussione riguardo all’introduzione del contratto in una discussione aperta con possibilità di fare domande a Lorenzo Fauth.

In seguito si è proceduto all’assemblea come da programma e all’aperitivo che ci ha permesso di scambiare quattro chiacchiere.

Offriamo un posto di Medico Assistente per il periodo dal 1 gennaio 2020 al 30 giugno 2020 presso il nostro studio medico a Melide riconosciuto nell’ambito della specializzazione in Medicina Interna generale con possibilità di completare la formazione specifica in ecografia (Modulo Addome SGUM ) sotto supervisione di formatori SGUM.

Interessati contattare lo studio allo 091/ 649.95.30, Dr.ssa Greta Giardelli e Dr. H.R. Schwarzenbach. Email: hrsmg@bluewin.ch

Estratto dal Radiogiornale RSI Rete uno del 01.04.2019 – Edizione delle 07:00

I giovani medici svizzeri (sono ritenuti tali quelli sotto i 45 anni) sono in maggioranza donne. E sono proprio le dottoresse che lavorano negli ospedali come assistenti e capiclinica ad essere maggiormente vittime di  turni lunghi, poco riposo, lavoro amministrativo considerato eccessivo, difficoltà nel conciliare professione e famiglia, burnout e depressione. Perché anche i 37’525 medici attivi nella Confederazione si ammalano e, quando la situazione diventa insostenibile, trovano aiuto appellandosi alla hotline di Remed per chiedere sostegno.
La rete di sostegno messa a punto dall’associazione FMH è attiva da una decina d’anni e registra un costante aumento dei casi. Nel 2018 sono stati 143, una cifra record. L’età media di chi chiede aiuto è 42 anni, si tratta quindi di medici giovani, e sono poi soprattutto donne a rivolgersi al servizio. La frustrazione è grande anche perché le chance di veder cambiare la propria situazione accedendo a posti di maggiore responsabilità sono ridotte. Le statistiche dicono che negli ospedali svizzeri la componente femminile (in gran parte impiegata all’80%) è del 58,6% fra gli assistenti e del 47,9% fra i capoclinica. Poi scende al 24,5% tra i medici quadro 2 e al 12,4% fra i primari.


Frustrazione da burocrazia
Il problema principale che spiega il crescente numero di richieste di aiuto a Remed, spiega alla RSI il presidente dell’Associazione medici assistenti e capiclinica ticinese Davide Giunzioni, è rappresentato dal cambiamento intervenuto nella professione. Il carico il lavoro complessivo che i medici devono affrontare in ospedale nel corso degli anni non è aumentato. Si è però costantemente ridotto il tempo che può essere dedicato al contatto con i pazienti dato il considerevolmente aumento dei compiti burocratici. Ciò che determina la situazione di frustrazione vissuta da chi ha abbracciato la professione convinto che la medicina servisse in primo luogo a curare gli altri.
Diem/RG

Care colleghe e cari colleghi,

la seconda edizione del corso di radioprotezione di tipo B per l’uso della scopia in sala operatoria patrocinanto dall’Ordine dei medici del Canton Ticino (OMCT) è alle porte!

La frequentazione di questo corso è obbligatoria per il conseguimento di numerosi titoli FMH.

La seconda edizione “ticinese” del corso si terrà nei giorni:

  • 11 e 12 aprile 2019 – parte teorica;
  • 13 e 14 aprile 2019 – parte pratica;

presso Ospedale Italiano di Lugano o sede OMCT (conferma del luogo segue).

Ci permettiamo attirare l’attenzione in particolare dei medici capiclinica che non hanno ancora terminato il loro perfezionamento professionale, sulla seguente importante informazione: dal 1.1.2018, con l’entrata in vigore delle modifiche alla Legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed) decise dal Parlamento federale il 20.3.2015, non sarà più possibile esercitare in ospedale nella funzione di capoclinica senza prima essere in possesso di un titolo di specialità e del libero esercizio.

Ciò significa che chi è già capoclinica prima dell’entrata in vigore della norma, ma non ha ancora il titolo di specialità dovrà conseguirlo al più presto, mentre in futuro gli ospedali non potranno più assumere in tale posizione medici che non sono ancora specialisti.

Alla luce dei succitati cambiamenti legali, sarà data la priorità ai medici in fase di ottenimento del titolo di specialità:

  • Anestesiologia
  • Angiologia
  • Chirurgia
  • Gastroenterologia
  • Cardiologia
  • Chirurgia pediatrica
  • Neurochirurgia
  • Chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore
  • Fisiatria e riabilitazione
  • Pneumologia
  • Reumatologia
  • Urologia

Aspiranti ai programmi di formazione complementari futuri:

  • Qualifica per gli esami e trattamenti radiologici a forte dosi in angiologia
  • Competenza per esami e interventi terapeutici radiologici a dosi intense in gastroenterologia
  • Qualifica per gli esami radiologici a forte dose in cardiologia
  • Competenza per esami e interventi terapeutici radiologici a dosi intense in pneumologia
  • Trattamento intervenzionale del dolore

Quest’anno l’iscrizione avviene direttamente tramite la piattaforma: http://www.radioprotection.ch/ 

Il corso ha un costo totale complessivo di CHF 1’790.- (di cui CHF 590.- per la parte teorica e CHF 1’200.- per la parte pratica), conformemente a tutti gli altri corsi di questo tipo organizzati in Svizzera.

Nella speranza di aver suscitato il vostro interesse e restando a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, vi ringraziamo per l’attenzione e vi porgiamo cordiali e collegiali saluti.

Il Presidente, Dr. med. Davide Giunzioni

Recentemente ha avuto una certa eco mediatica la circolare del DSS inviata ai Pronto Soccorso degli ospedali ticinesi con l’obbligo di segnalazione dei “sans papiers”.

Di seguito riportiamo l’intervento del nostro Presidente Dr. Davide Giunzioni sul Caffè del 25.11.2018, l’intervento sul quotidiano romando Le Temps del 16.12.2018 e quello sul portale internet di France24 “InfoMigrants”, pubblicato il 17.12.2018.

Così si infrangono legge e segreto medico
MAURO SPIGNESI

Poche frasi, tutte racchiuse in una circolare inviata ai pronto soccorso degli ospedali del cantone. Una raccomandazione recapitata a fine agosto con data di scadenza fine dicembre. Si dice che quando persone prive di documenti, “presumibili richiedenti l’asilo, stranieri in transito o persone sospette”, si presentano alla struttura sanitaria, anche se trasportate in ambulanza, devono essere sistematicamente segnalate per l’identificazione. E nella lettera segue un numero di cellulare da chiamare durante la giornata (delle guardie di confine), mentre dalle 22 alle 6 del mattino si telefona alla centrale della Polizia cantonale. Questo “per assicurare – è scritto – la corretta presa a carico”. La lettera ai pronto soccorso è stata inviata dal Dipartimento della sanità e socialità, Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, per recuperare le spese (vedi articolo sotto) delle prestazioni sanitarie. E fa parte di una convenzione tra diversi enti pubblici.
Nel documento non si dice esplicitamente che prima ancora di soccorrere un paziente questo va identificato. Ma non si chiarisce qual è l’esatta procedura. Resta il fatto che la direttiva per molti medici è in contrasto con i principi deontologici della professione. Non solo. Il timore, serpeggiato in questi mesi, è che davanti a una persona ferita o che sta male non si può perdere tempo per chiamare un agente per identificarla, ma bisogna intervenire rapidamente. Anche perché se al paziente dovesse succedere qualcosa la responsabilità ricadrebbe sul medico. “Non siamo poliziotti, noi siamo qui e abbiamo il dovere di curare la gente”, si sono sfogati i medici in questi mesi. “Non mi piace questo stato di polizia. Prima la vita e la salute delle persone”, osserva l’avvocato Paolo Bernasconi che fa notare come la direttiva sia “in contrasto con l’articolo 20 e l’articolo 68 della Legge sanitaria”. Il primo riguarda appunto l’irrinunciabilità del segreto professionale e il secondo spiega quali sono le uniche segnalazioni obbligatorie conformi alla norma. La circolare, dunque, stride con la legge.
Giorgio Pellanda, direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale ammette che “sì, ci è stata sottoposta questa richiesta, più che una direttiva è una sollecitazione. Io l’ho saputo qualche giorno fa, probabilmente è arrivata da un po’, non saprei di preciso. Sinceramente quanto scritto non ci piace molto, ci stiamo lavorando. Vorremmo capire meglio in concreto cosa dovremmo fare”. 
I dubbi di Pellanda sono anche quelli  di Dorit Djelid, portavoce di H , associazione che raggruppa tutti gli ospedali svizzeri. “Di fronte ad un’urgenza – dice – la priorità è curare il paziente, poi regolare l’aspetto amministrativo, che è comunque importante. Vero è che molte persone arrivano al pronto soccorso non in stato di urgenza e gli ospedali devono  sapere chi hanno davanti per far sì che alla fine qualcuno paghi la fattura”. 
Secondo Davide Giunzioni, presidente dell’Associazione medici assistenti e capi clinica (Asmac), sezione Ticino, 550 soci, “al di là del caso specifico, il problema sta sempre nel riuscire a conciliare il principio cardine della nostra professione, che è quello di garantire le cure al paziente, dunque la sua presa a carico, con il rispetto della legalità e delle normative  cantonali o federali. Spesso queste due esigenze riescono a trovare un punto d’incontro ragionando con un po’ di buonsenso”. Anche se, precisa Giunzioni, “noi abbiamo dei valori che non possiamo derogare, come il segreto medico e l’assistenza primaria del paziente”.

p.g./m.sp.

http://www.caffe.ch/stories/cronaca/61822_cos_si_infrangono_legge_e_segreto_medico

Au Tessin, des médecins sommés de dénoncer les sans-papiers
ANDRÉE-MARIE DUSSAULT

Les autorités cantonales demandent aux professionnels de la santé des urgences de signaler les personnes sans documents. Malaise à l’hôpital.

«Systématiquement signaler aux autorités les individus sans documents, présumés requérants d’asile, étrangers en transit ou «suspects» qui arrivent aux urgences, seuls ou en ambulance.» Telle est la mission qu’une directive cantonale assigne aux professionnels de la santé de l’Entité hospitalière cantonale (EOC) tessinoise.
Emise au mois d’août et récemment révélée par l’hebdomadaire dominical Il Caffè, cette consigne a pour objectif déclaré de «pouvoir effectuer les vérifications et identifications requises et évaluer la situation, afin d’assurer une prise en charge adéquate». La directive, dont les collaborateurs n’ont eu vent que par la presse, suscite un certain malaise à l’hôpital.


Au niveau déontologique, le principe cardinal de notre profession est de garantir les soins Davide Giunzioni, président cantonal de l’Association des médecins assistants et chefs de clinique

Responsable de la communication à l’EOC, Mariano Masserini indique que le réseau hospitalier public va clarifier avec l’administration cantonale les exigences de la directive d’ici à quelques semaines, avant d’aller de l’avant. Il relève que l’hôpital de Mendrisio est le plus sollicité par les personnes sans documents, vu sa proximité avec la frontière italienne. La consigne du canton «peut certainement aider à identifier correctement les patients qui arrivent aux urgences, notamment ceux en provenance des centres d’enregistrement pour requérants d’asile de Chiasso et Rancate», estime-t-il, soulignant toutefois que «la priorité des médecins demeure de soigner leurs patients».


«Les soins ne seront évidemment refusés à personne»
«Au niveau déontologique, le principe cardinal de notre profession est de garantir les soins», renchérit Davide Giunzioni, président cantonal de l’Association des médecins assistants et chefs de clinique (Asmact), qui précise que cette directive suscite des doutes sur sa légitimité et ses objectifs. Ce médecin se réfère à l’article 20 de la loi cantonale sur la santé, lié au secret professionnel auquel doit se soumettre le personnel médical, et à l’article 68, qui énumère les cas qui doivent obligatoirement faire l’objet d’une signalisation: «Dénoncer les personnes sans documents n’en fait pas partie», soutient-il, se disant «curieux de voir comment le contenu de la directive leur sera communiqué et comment il sera appliqué».

Directrice de l’Office de soutien social et d’intégration, à l’origine de la directive, Cristina Oberholzer Casartelli affirme que «les soins ne seront évidemment refusés à personne». Le canton ne veut en aucun cas interférer avec les pratiques médicales, assure-t-elle. «La directive est simplement une indication administrative et comptable visant à faciliter la facturation des services de santé par l’EOC.»
Elle fait valoir que le canton est le principal garant des factures impayées de services sanitaires d’urgence dispensés aux étrangers en transit et migrants n’ayant pas déposé de demande d’asile ou qui sont en procédure de réadmission en Italie. «Ces frais ont augmenté considérablement ces dernières années, dépassant le forfait prévu à cet effet. L’indication donnée a pour but d’optimiser les chances de régler ces factures.»


Dans le cas où un patient est sans documents, l’hôpital peut fournir à l’Etat une facture anonyme, afin de protéger sa vie privée
Conrad Engler, porte-parole de H+, l’organisation faîtière nationale des hôpitaux

Porte-parole de H+, l’organisation faîtière nationale des hôpitaux, Conrad Engler affirme ne pas avoir connaissance d’une telle pratique ailleurs en Suisse. «Ce n’est pas le rôle des médecins, tenus au secret professionnel, de dénoncer les patients sans papiers», considère-t-il. Le devoir des médecins est avant tout de soigner les patients en cas d’urgence, insiste-t-il, rappelant que s’il ne s’agit pas d’une urgence, les médecins ne sont pas tenus de les traiter. «Dans le cas où un patient est sans documents, l’hôpital peut fournir à l’Etat une facture anonyme, afin de protéger sa vie privée», signale-t-il.
Pour Michael Flückiger, responsable des communications à l’Organisation suisse d’aide aux réfugiés (OSAR), la directive tessinoise pourrait effectivement constituer une violation de la loi fédérale sur la protection des données. Quant à Claudia Marcos, de Médecins du monde Suisse, membre de la Plateforme nationale pour les soins de santé aux sans-papiers, qui a appris l’existence de la circulaire tessinoise par sa collègue du sud des Alpes, elle se dit choquée et étonnée par la mesure: «Nous n’avons pas entendu parler d’autres cas similaires en Suisse.»

https://www.letemps.ch/suisse/tessin-medecins-sommes-denoncer-sanspapiers

Suisse: une directive demande aux hôpitaux de dénoncer les sans-papiers
LESLIE CARRETERO

Une directive demandant au personnel hospitalier de signaler aux autorités toute personne en situation irrégulière fait scandale en Suisse. Les médecins qui s’y opposent font valoir le “secret professionnel” et l’obligation d’assurer des soins “à toute personne dans le besoin”.

“Systématiquement signaler aux autorités les individus sans documents, présumés requérants d’asile, étrangers en transit ou ‘suspects’ qui arrivent aux urgences seuls ou en ambulance”. Dans une directive destinée aux hôpitaux publics du canton suisse de Tessin, dans le sud du pays, l’Office de soutien social et d’intégration demande aux médecins de signaler aux autorités toute personne en situation irrégulière sur le territoire suisse.
Le canton de Tessin a longtemps été en première ligne face à l’afflux de migrants car il est frontalier avec l’Italie, deuxième pays d’arrivée des migrants en Europe en 2018. L’hôpital de Mendrisio est notamment le plus sollicité par les étrangers car le plus proche de la frontière suisso-italienne.
Cette circulaire, émise au mois d’août et révélée fin novembre par l’hebdomadaire local Il Caffé, provoque la stupéfaction chez le personnel hospitalier qui a appris son existence par la presse.
“J’attends de voir comment ce texte sera mis en application dans les centres de santé mais je m’y oppose car ce n’est pas mon rôle en tant que médecin de dénoncer des patients”, déclare à InfoMigrants Davide Giunzioni, président de l’Association des médecins assistants et chefs de clinique (Asmact) à l’échelle du canton. “Je me dois de respecter le secret professionnel et d’assurer des soins à toute personne dans le besoin, peu importe son statut et ses origines”.
Une directive “illégale”
Selon l’Organisation suisse d’aide aux réfugiés (Osar), qui regroupe plusieurs associations, cette directive est illégale. “Elle pourrait constituer une violation du droit à l’aide dans les situations de détresse prévu dans l’article 12 de la Constitution suisse”, qui stipule que “toute personne doit pouvoir bénéficier de soins d’urgence”, précise à InfoMigrants Michael Flückiger, responsable de la communication de l’Organisation. De plus, la circulaire est contraire à la loi fédérale sur la protection des données et de la vie privée.  
Cristina Oberholzer Casartelli, la directrice de l’Office de soutien social et d’intégration, assure au quotidien suisse Le Temps que “les soins ne seront évidemment refusés à personne”. “La directive est simplement une indication administrative et comptable visant à faciliter la facturation des services de santé par l’Entité hospitalière cantonale (EOC)” de Tessin.
En suisse, le canton est le principal garant de factures impayées relatives aux soins d’urgence dispensés aux étrangers en situation irrégulière et aux “dublinés“. “Ces frais ont augmenté considérablement ces dernières années, dépassant le forfait prévu à cet effet. L’indication donnée a pour but d’optimiser les chances de régler ces factures”, s’est justifié Cristina Oberholzer Casartelli.
La mesure est d’autant plus controversée que le nombre d’arrivée a fortement baissé ces dernières années. Au plus fort de la crise migratoire en 2015, près de 40 000 personnes ont demandé l’asile en Suisse, contre une prévision de 19 000 pour l’année 2018. La majorité des demandeurs d’asile sont originaires d’Érythrée, de Syrie, d’Afghanistan et de Turquie.


http://www.infomigrants.net/fr/post/13958/suisse-une-directive-demande-aux-hopitaux-de-denoncer-les-sans-papiers

A marzo 2018 è stata lanciata l’iniziativa popolare federale «Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco». Il fumo nuoce alla salute, causa malattie gravi e si ripercuote sulla società generando costi elevati. La maggior parte dei fumatori inizia a consumare tabacco già in giovane età e la pubblicità riveste un ruolo centrale in questo contesto. L’obiettivo dell’iniziativa popolare è quello di proteggere i fanciulli e gli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco, affinché possano svilupparsi in modo sano.

Questa iniziativa, sostenuta dalle maggiori organizzazioni sanitarie svizzere, inclusa la sezione centrale della VSAO-ASMAC, viene anche sostenuta in Ticino dall’ASMACT, come deliberato dal Comitato Direttivo nella riunione di Aprile 2018.

 

La raccolta di firme è attualmente in corso: la vostra firma è importante! Vi invito pertanto a scaricare il formulario al link qui sotto, a stamparlo e firmarlo; e farlo firmare ai vostri parenti e pazienti.

 

Ricordo che:

  • l’iniziativa popolare può essere sottoscritta soltanto da aventi diritto di voto, vale a dire persone maggiorenni di nazionalità svizzera;
  • i nomi devono essere scritti a mano in modo leggibile e completati con una firma autografa;
  • anche le liste delle firme sono valide soltanto con una firma;
  • tutte le firme dello stesso Comune vanno raccolte in un’unica lista;

 

Grazie per il vostro sostegno!

Davide Giunzioni

Presidente ASMACT

 

Sito internet

http://fanciullisenzatabacco.ch/

Lista delle firme con 10 righe

http://www.kinderohnetabak.ch/wp-content/uploads/Unterschriftenbogen-A5-IT.pdf

Lista delle firme con 3 righe

http://www.kinderohnetabak.ch/wp-content/uploads/Unterschriftenbogen-A4-IT.pdf

Manifesto

http://enfantssanstabac.ch/wp-content/uploads/Tabakinitiative_Plakat-A3_IT_web.pdf

Argomentario

http://fanciullisenzatabacco.ch/wp-content/uploads/Argumentarium_IT_web-1.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Care Colleghe e cari Colleghi,

il Comitato direttivo dell’ASMACT ha deciso di convocare un’Assemblea straordinaria il prossimo 29 maggio 2018 per aggiornarvi circa gli sviluppi nell’applicazione dei contratti collettivi per medici assistenti e capi clinica con l’EOC, entrati in vigore il 1. gennaio 2017.

A più di un anno dalla loro entrata in vigore purtroppo non siamo ancora riusciti a far rispettare integralmente gli obblighi contrattuali da parte dell’Ente.

Stiamo lavorando alacremente per risolvere problemi concreti, ma anche per promuovere delle riforme nel sistema, che da anni e anni perpetra violazioni inaccettabili della legislazione federale sul lavoro.

L’efficacia della nostra azione dipende fortemente anche da voi e dalla collaborazione che potrete offrirci nello stanare i potenziali casi di abusi. È quindi fondamentale poterci incontrare e discutere personalmente di problemi concreti nell’ambito delle nostre assemblee.

Vi invito pertanto a partecipare numerosi all’appuntamento del 29.05.2018, iscrivendovi via e-mail al nostro segretariato (segretariato@asmact.ch).

Sarà anche un’occasione per conoscerci e per farvi conoscere l’ampio spettro di attività che svolgiamo nell’interesse dei medici dipendenti in Ticino e in Svizzera.

Un cordiale saluto,
Dr. med. Davide Giunzioni, Presidente ASMACT

Care colleghe e cari colleghi,

grazie all’Ordine dei medici del Canton Ticino (OMCT) per la prima nel nostro Cantone sarà proposto il corso di radioprotezione di tipo B per l’uso della scopia in sala operatoria.

La frequentazione di questo corso è obbligatoria per il conseguimento di numerosi titoli FMH.

La prima edizione “ticinese” del corso si terrà nei giorni:

  • 12 e 13 aprile 2018 – parte teorica;
  • 14 e 15 aprile 2018 – parte pratica;

in luogo ancora da definire.

Ci permettiamo attirare l’attenzione in particolare dei medici capiclinica che non hanno ancora terminato il loro perfezionamento professionale, sulla seguente importante informazione: dal 1.1.2018, con l’entrata in vigore delle modifiche alla Legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed) decise dal Parlamento federale il 20.3.2015, non sarà più possibile esercitare in ospedale nella funzione di capoclinica senza prima essere in possesso di un titolo di specialità e del libero esercizio.

Ciò significa che chi è già capoclinica prima dell’entrata in vigore della norma, ma non ha ancora il titolo di specialità dovrà conseguirlo al più presto, mentre in futuro gli ospedali non potranno più assumere in tale posizione medici che non sono ancora specialisti.

Alla luce dei succitati cambiamenti legali, per la prima edizione in Ticino del corso di radioprotezione di tipo B, denominata “corso zero”, sarà data la priorità ai medici in fase di ottenimento del titolo di specialità.

Di conseguenza l’iscrizione dovrà avvenire esclusivamente tramite e-mail a info@omct.ch.

Dal prossimo corso (se ne prevedono due all’anno) le iscrizioni  avverranno invece come consuetudine tramite piattaforma e le candidature saranno prese in considerazione secondo l’ ordine cronologico delle iscrizioni fino ad esaurimento dei posti disponibili (chi primo arriva meglio alloggia).

Ricordiamo infine che il corso ha un costo totale complessivo di CHF 1’790.- (di cui CHF 590.- per la parte teorica e CHF 1’200.- per la parte pratica), conformemente a tutti gli altri corsi di questo tipo organizzati in Svizzera.

Nella speranza di aver suscitato il vostro interesse e restando a disposizione per eventuali ulteriori informazioni, vi ringraziamo per l’attenzione e vi porgiamo cordiali e collegiali saluti.

 

Il Presidente, Dr. med. Davide Giunzioni

Solo un terzo del tempo di lavoro viene ormai utilizzato per il contatto diretto e alla cura dei pazienti. Molte ore del giorno vengono ormai utilizzate con compiti amministrativi. L’ASMAC dice basta a questo trend. Una campagna di sensibilizzazione non solo rende attenti sul problema ma promuove anche possibili soluzioni.

Opuscolo informativo in italiano da scaricare

Background

Nell’autunno del 2016 l’ASMAC ha condotto un’inchiesta tra i propri membri. Il tema era: riduzione, risp. delega di compiti amministrativi dei medici assistenti e capoclinica. È risultato che molti di questi compiti possono venir svolti da altro personale qualificato. Si pensi allo scambio di informazioni amministrative con le casse malattia o assicurazioni come pure la codifica di servizi forniti. Che il tempo dedicato al contatto diretto, quindi alla cura del paziente, è stato confermato dallo studio di follow-up condotto da gfs.bern per FMH, Swiss DRG, ST Reha, TARPSY. Allo stesso tempo, secondo l’indagine più recente, i membri del VSAO si trovano a lavorare quasi 56 ore alla settimana, o circa il 10 per cento più a lungo di quanto consentito legalmente.

Conclusioni: L’espletamento dei compiti amministrativi delegabili consente ai medici di continuare di trascorrere più tempo al letto del paziente.

Il 12 maggio 2017 la Commissione della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N), presieduta dal Dr. Ignazio Cassis, ha espresso, tramite comunicato stampa, il proprio malcontento per il fatto che il Consiglio federale stia andando nella direzione di mantenere l’attuale sistema di gestione strategica delle autorizzazioni anche dopo la scadenza della moratoria, limitandosi ad affinarlo. La CSSS-N ha così adottato a larga maggioranza un’iniziativa, che chiede un rafforzamento dell’autonomia contrattuale. Secondo la maggioranza della CSSS-N i fornitori di prestazioni devono poter operare a carico della LAMal soltanto se concludono un contratto di autorizzazione con un assicuratore. L’ASMAC e la FMH hanno immediatamente fatto sapere di respingere nella maniera più assoluta questa impostazione pubblicando il comunicato congiunto che vi riproponiamo qui di seguito.

Qui di seguito la presa di posizione del nostro presidente Dr. D. Giunzioni sul CDT del 18 maggio 2017

 

A seguito della proficua collaborazione dell’ ASMAC Ticino con la direzione dell’EOC e della conseguente intesa atta al rafforzamento del rispetto delle leggi federali sul lavoro e alla conciliabilità lavoro famiglia.

È iniziata congiuntamente l’introduzione del nuovo contratto di lavoro alle Direzioni Mediche e Amministrative dei principali nosocomi del Cantone.

Una “prima” è avvenuta ieri presso l’Ospedale di Bellinzona e Valli, presenti i rappresentanti dell’ ASMACT e dell’ EOC in piena e reciproca cordialità, clima che ha permesso una buona presentazione di un contratto davvero moderno e innovativo sotto molti punti di vista, non ultima la forma stessa del “contratto collettivo di lavoro” e le soluzioni previste per agevolare la maternità e il reimpiego dopo il parto.

Persistono attualmente in tutto il territorio Elvetico nel campo delle prestazioni mediche preoccupanti abusi e sforamenti del contratto di lavoro e delle sue tempistiche come recentemente denunciato in un articolo comparso il 11.4.2017 su TIO : Troppa illegalità negli ospedali” (come anche in Svizzera francese e tedescache fa capo a sondaggi dell’istituto DEMOSCOPE (sondaggio completo e persa di posizione della VSAO/ASMAC) e da cui si evince un globale ulteriore peggioramento negli ultimi anni della situazione lavorativa e dei carichi di impiego dei medici sia in termini di orari giornalieri che di lavoro prestato continuativamente per guardie e picchetti.

Ricordiamo a tal proposito che la battaglia dell’ ASMACT in tal senso, ora compresa e appoggiata dai Vertici dell’ EOC, implica la volontà di sottolineare la delicatezza stessa del lavoro svolto dalla classe medica e di salvaguardarne la sicurezza nel duplice imprescindibile interesse del medico e del paziente.

Il risvolto fortemente sociale e di responsabilità della professione medica, in qualsivoglia ambito e specializzazione, non permette al medico di svolgere la propria attività se non in condizioni di serenità ed equilibrio psicofisico.

Dalle statistiche in nostro possesso oltre il 45% dei giovani medici in Svizzera solo l’anno scorso ha operato spesso per oltre sette giorni consecutivi con un esubero di ore di oltre 6 –8 ore alla settimana per un totale di 58 ore lavorate in cinque giorni.

Risulta palese che tali violazioni delle norme in materia del diritto del lavoro portino inevitabilmente allo scadere della qualità del lavoro e della tutela dei pazienti stessi.

Siamo oramai giunti alla consapevolezza che la migliore politica aziendale, particolarmente in ambito sanitario e intellettuale ove il traguardo della qualità e della sicurezza si pone come indispensabile, non possa consistere nello “sfruttare” i dipendenti oltre le personali possibilità e in violazione alle normative a tal fine definite dalla legge, pena il decadere dello stesso obiettivo che ci si prefigge.

Non ultima la fondamentale riflessione: con la crescente medicalizzazione e l’innalzamento dell’età media quando ci toccherà passare l’imprevedibile barriera che da “Medici” o” Amministratori” ci trasferirà alla categoria di “Malati” o “oggetto di cura” da chi e come vorremmo essere accolti?

È nostro comune compito e interesse prevedere e provvedere affinché il comparto sanitario del nostro Cantone si profili verso sempre migliori cure, in particolar modo sotto il profilo umano oltreché tecnico, proponendone le basi da protagonisti attivi.

Questa la strada infine comunemente intrapresa.

Buon lavoro a tutti!

A Nome ASMAC Ticino

Dr. Vito Fariello

Eccovi i podcasts della trasmissione “Appesi alla Luna” condotto da Mirella De Paris su reteuno che ha trattato “I medici delle serie TV e i medici reali… quanto si assomigliano?”

 

Articolo originale: http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/appesi-alla-luna/I-medici-delle-serie-TV-e-i-medici-reali…-quanto-si-assomigliano-8875750.html

Questa sera alle 22:00 su reteuno nel programma “Appesi alla luna” condotto da Mirella De Paris

Li vediamo sfilare con i loro candidi camici con sempre infilati nelle tasche o attorno ognuno il proprio fonendoscopio. Sono bravi, intuitivi, precisi, e sovente infallibili. E pure belli (e belle). Sono i medici delle serie in TV. Poi ci sono i nostri medici reali, quelli che ci curano, ci spronano a non disperare, ci consigliano, ci mostrano disponibilità umana e competenza professionale. E ci chiediamo se gli uni e gli altri si sentano fra loro davvero imparentati…

Ospiti:

Sonia Bernasconi

Vincenzo D’ Apuzzo;

Marco Fedeli;

Fabio Lanzi

 

http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/appesi-alla-luna/

Nell’ambito della sua ricerca di soluzioni che permettano di conciliare i tempi del lavoro in corsia con i tempi privati o gli impegni formativi e di ricerca, l’EOC ha sostenuto lo studio “Jobsharing: un’opportunità organizzativa per la gestione del tempo di lavoro in ospedale” del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.
Questa ricerca-azione ha esaminato la gestione del tempo di lavoro dei medici e la possibilità di introdurre il modello del jobsharing, ossia la condivisione di un posto di lavoro a tempo pieno tra due o più persone
con attività interdipendenti e una responsabilità comune.
Il progetto è stato finanziato dal fondo per le pari opportunità nelle Scuole universitarie professionali della Segreteria di Stato per la formazione la ricerca e l’innovazione.

Per questo motivo vi invita ad una serata pubblica

martedì 28 marzo 2017
Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli, San Giovanni, Auditorium
Alle 17:30

Vi aspettiamo numerosi!

Opuscolo Informativo