Skip to content

Si tratta di una prima (o quasi) Svizzera: la possibilità di usufruire di un congedo pagato per le pratiche per, e per l’adozione. Ulteriori dettagli nel blog di Salvatore Medici.

Siamo molto soddisfatti di potervi annunciare che il nuovo contratto di lavoro non solo è diventato collettivo ma porta con se molto miglioramenti per quel che riguarda la conciliazione lavoro-famiglia e vita privata. Oggi è stato firmato l’accordo con l’EOC, Accordo con EOC, il contratto in versione completa verrà pubblicato a breve.

Articolo GDP

Articolo La Regione

Articolo TicinoNews

 

Carissimi soci ASMACT,

con piacere vi trasmetto la convocazione all’assemblea ordinaria dell’ASMACT prevista per il giorno

 

15.12.2016 alle ore 19.00

presso la nostra nuova sede a Mezzovico, Via Cantonale 8 / Stabile Qi (https://goo.gl/maps/9cf2bkQZ95Q2),

dove è a disposizione anche un ampio parcheggio.

 

Vi rendo attenti sul punto 7 all’ordine del giorno, che prevede la discussione e la ratifica dei nuovi contratti tipo per i medici assistenti e i capi clinica, frutto di lunghe trattative con l’EOC e che dovrebbero entrare in vigore il 1.1.2017. Per l’occasione saremo lieti di poter ospitare all’assemblea il Direttore delle RU, Sig. Luraschi, il quale sarà a disposizione anche per le vostre domande.

Considerata l’importanza dei punti all’ordine del giorno contiamo su una vostra ampia partecipazione anche per dimostrare e dare un segnale ai nostri datori di lavoro che i temi delle condizioni contrattuali, del rispetto della legge sul lavoro e della conciliabilità famiglia-lavoro sono giudicati importante e prioritari dai medici assistenti e dai capi clinica.

Per motivi organizzativi, segnatamente per poter definire le quantità per il catering previsto a fine serata, vi chiediamo di volerci gentilmente confermare la  vostra presenza all’assemblea entro venerdì 9 dicembre scrivendo al segretariato ASMACT: segretariato@asmact.ch.

Un cordiale e collegiale saluto

Per il comitato direttivo: Simone Ghisla, presidente

Berna, 15.11.2016 – Per migliorare ulteriormente la qualità della ricerca clinica in Svizzera è necessario intensificare la promozione dei giovani medici e migliorare le condizioni quadro per il lavoro di ricerca negli ospedali. A tale scopo un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti della ricerca, del settore clinico e dell’industria, forte di un ampio sostegno, ha elaborato sotto la direzione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) una roadmap che formula misure e stabilisce un calendario.
La roadmap comprende cinque pacchetti di lavoro, il cui obiettivo superiore è la promozione mirata e sistematica dei medici interessati alla ricerca in ogni fase del loro percorso di carriera. A tale scopo devono essere colmate le lacune esistenti nel sistema di promozione dei ricercatori clinici e dev’essere creata un’offerta di formazione e perfezionamento meglio strutturata e più unitaria. Una struttura quadro nazionale dovrà facilitare l’acquisizione di qualifiche specialistiche per la ricerca clinica. Inoltre le facoltà di medicina e gli ospedali universitari realizzeranno congiuntamente nel quadro di questa roadmap un progetto per creare condizioni di assunzione e possibilità di carriera attrattive per i giovani ricercatori clinici.
L’UFSP ha elaborato la roadmap tra l’altro con le facoltà di medicina, gli ospedali universitari, l’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e la Swiss Clinical Trial Organisation (SCTO). Le misure dovranno essere realizzate entro il 2018, in modo che a partire dal semestre autunnale 2018 sia disponibile una struttura quadro completa per la formazione e il sostegno nel settore della ricerca clinica.

Dopo una fase pilota di tre anni è prevista una valutazione. La ricerca clinica è l’anello di congiunzione fondamentale tra le conoscenze acquisite in laboratorio e l’applicazione medica ai pazienti. Oltre a garantire la
sicurezza e l’efficacia per l’essere umano di nuovi medicamenti e terapie, essa contribuisce a che i pazienti in Svizzera traggano rapidamente beneficio dai progressi realizzati nella ricerca biomedica. Pertanto la ricerca clinica ha un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuove procedure di prevenzione, diagnosi e terapia e quindi nel rafforzamento della Svizzera come piazza di ricerca.
Per garantire un’elevata qualità della ricerca clinica è tuttavia necessaria una promozione mirata e sistematica delle nuove leve, come indicato in un rapporto redatto nel 2014 dalla piattaforma «Futuro della formazione medica», commissionato dal Consiglio federale. Nel quadro del piano direttore sulla ricerca e la tecnologia in biomedicina, adottato dal Consiglio federale nel dicembre 2013, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha quindi elaborato questa roadmap 2016- 2021 destinata alla promozione delle nuove leve della ricerca clinica.

Indirizzo cui rivolgere domande
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Servizio stampa, tel. 058 462 95 05 oppure media@bag.admin.ch
Pubblicato da Ufficio federale della sanità pubblica http://www.bag.admin.ch
Per ulteriori informazioni: http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/14583/index.html?lang=it

Giovedì 27.10.2016 alle 17:00 intervista a Rete 3 con il nostro presidente Simone Ghisla!

http://www.rsi.ch/rete-tre/programmi/intrattenimento/baobab/La-professione-del-medico-oggi-8187424.html

La professione del medico oggi

Ricercatore, consulente in una casa farmaceutica, medico specialista o libero professionista, sono alcune delle possibilità di lavoro di chi si laurea in medicina oggi.

Di fatti, secondo uno studio svizzero, il 10% dei neolaureati dottori abbandona la professione e sono sempre meno quelli che scelgono di praticare in ospedale.
Tra le cause condizioni di lavoro difficili, turni massacranti, grandi responsabilità e poco tempo da dedicare alla vita privata.

Di questo e di esperienze molto personali parleremo giovedì in Baobab, con i due ospiti di Angelica Arbasini: il Dottor Simone Ghisla, Presidente dell’associazione medici assistenti e capi clinica, e Alessio Chiappini, neolaureato in medicina.

In Svizzera un medico su dieci abbandona la propria attività prematuramente. Le ragioni: lavoro faticoso e stressante, gli orari considerati troppo duri e la mancanza di riconoscenza

BERNA – In Svizzera un medico su dieci abbandona la propria attività prematuramente. È quanto emerge da uno studio commissionato dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH) e dall’Associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (ASMAC).

Tra le ragioni invocate: carichi di lavoro, orari difficili e difficoltà a conciliare vita famigliare e professionale.

Stando allo studio, tra l’8,4% e il 12,9% dei dottori non esercita più la propria professione, il che equivale a circa 80 medici sugli 800 che terminano la loro formazione ogni anno, indicano oggi in una nota congiunta FMH e ASMAC.

Stando all’indagine, la percentuale delle donne che lascia l’impiego è leggermente superiore a quella degli uomini (1,2-1,6% in più). Inoltre, per la maggior parte la cessazione dell’attività è definitiva: solo un medico su dieci ritiene infatti “piuttosto o molto probabile” la ripresa della professione. Tra le donne il tasso è leggermente superiore.

Secondo un altro studio realizzato in primavera dall’Osservatorio svizzero della salute (Obsan), quasi un terzo dei medici ha lasciato il suo impiego, il suo settore o persino ogni attività lavorativa durante la carriera. Anche in questo caso, fra i motivi menzionati vi erano il lavoro faticoso e stressante, gli orari considerati troppo duri, ma anche la mancanza di riconoscenza.

Stando a FMH e ASMAC, per incoraggiare i medici a continuare la loro attività serve un maggiore sostegno per conciliare vita privata e lavorativa, un orario di lavoro ridotto e un calo dei compiti amministrativi. In tal modo si potrà ridurre il rischio di burn-out tra i medici e far sì che essi abbiano più tempo da dedicare ai loro pazienti.

Riportato da tio.ch

Riferimenti originali dal BMS
Articolo in tedesco più sotto

Pronta presa di posizione da parte del nostro presidente, Simone Ghisla, in merito all’articolo della Schweiz am Sonntag riguardo all’importazione di personale estero: http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1101835/Medici-tedeschi-in-calo-italiani-no–E-meno-male-

Interessante articolo riportato dalla Schweiz am Sonntag su TicinOnline: http://www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1101804/Svizzera-sempre-meno-attrattiva-per-i-medici-tedeschi

Degno di nota il secondo paragrafo:

“Questa tendenza è dovuta al cambiamento delle condizioni di lavoro in Germania: gli ospedali tedeschi hanno infatti introdotto un limite agli orari di lavoro, hanno migliorato le condizioni relative alle vacanze e hanno aumentato i salari.”

I pazienti hanno il diritto di avere medici non stressati

Una lettera sul Corriere di qualche tempo fa, meritevole di riflessioni: http://www.corriere.it/salute/15_novembre_02/nuovi-orari-medici-non-solo-diritti-pazienti-guai-dottore-che-non-si-occupa-sua-salute-7ecb71aa-814a-11e5-8d6e-15298a7eb858.shtml

 

Eccovi il resoconto del recente simposio: “Medici in buona salute: dallo studio al pensionamento”

Articolo in tedesco più sotto

…che oltre a causare ipertensione è accumulatore e un mezzo di trasporto amato da microorganismi. Oltre a dimostrare la presenza di organismi patogeni e resistenti sui camici studi hanno dimostrato che la manica lunga impedisce una pulizia accurata delle mani e polsi.

Come nuova generazione di medici sta a noi a cambiare questa abitudine… appendiamo questi scomodi e sporchi camici al chiodo!

Link all’articolo

Altri articoli rilevanti:

http://careers.bmj.com/careers/advice/view-article.html?id=20001364

 

L’associazione Medici Assistenti e Capo Clinica del Canton Ticino – ASMACT ha accolto con favore ed entusiasmo la notizia della decisione da parte della Confederazione
Di stanziare la somma di 100.000.000 di Franchi da destinarsi agli Atenei per la formazione di nuovi Dottori in Medicina
Siamo in partenza con la creazione di un Polo Universitario Ticinese che a medio termine permetterà anche al nostro Cantone di partecipare alla formazione accademica di nuovi colleghi.
Sappiamo da tempo che di tali figure professionali il mercato del lavoro è attualmente carente e che, conseguentemente, buona parte del fabbisogno interno viene soddisfatto da professionisti non formatisi sul territorio nazionale
Si tratta di personale ad elevata specializzazione per professioni ad elevato contenuto intellettuale e non dimentichiamo, umano.
Da tempo l’ASMACT si occupa come da statuto anche della tutela dei medici Assistenti e Capo Clinica operanti nel Cantone evidenziando il sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti, sia per incombenze cliniche che burocratiche e i cui orari spesso hanno oltrepassato e oltrepassano in alcuni reparti il limite della legalità.
Non dimentichiamo come inevitabilmente le condizioni di lavoro dell’operatore siano fattore determinante sulla qualità del lavoro stesso.
Ancora accade che cio’ avvenga nonostante la buona volontà di collaborazione tra le parti spesso in virtu’ della carenza e della difficoltà nel reperire il personale qualificato.
Ben venga dunque finalmente la consapevolezza politica di questa carenza e l’aiuto alle nuove generazioni che desiderino intraprendere la professione medica mediante la creazione di nuove opportunità formative in tale ambito.
L’arrivo di nuove leve atte a integrare le fila di coloro che esercitano la professione sarà certo di sollievo, specie se tale programma formativo si giocherà non solo in termini numerici ma specificamente nell’ottica di colmare le lacune delle aree di specialità maggiormente sguarnite.
Con l’adeguata copertura numerica e distribuzione specialistica sarà inoltre indubbiamente piu’ semplice promuovere modelli di lavoro a tempo parziale favorendo l’impiego negli ospedali di professionisti che desiderino dedicarsi maggiormente a famiglia e figli, cosi’ come modelli di “Job sharing” e di lavoro condiviso, attualmente allo studio.
Ricordiamo che la professione sanitaria richiede particolare empatia con il soggetto-oggetto delle proprie cure, affinità di pensiero, conoscenza e condivisione dei meccanismi sociali e della comunità in cui si opera.
La Sanità Svizzera gode di una giustificata fama di qualità ed eccellenza anche all’estero.
L’arricchimento del settore con nuovi professionisti formati sul Territorio Nazionale non potrà che ampliare non solo sul versante puramente clinico e scientifico ma dunque anche umano l’offerta sanitaria creando in tal modo un rilevante,virtuoso indotto lavorativo tanto piu’ importante quanto riguardante professioni di elevato profilo e con ampio risvolto sociale.
A nome dell’ Associazione Medici Assistenti e CapoClinica del Canton Ticino, A.S.M.A.C.T. Consiglio Direttivo
Dr. Vito Fariello.

Da: http://www.basellandschaftlichezeitung.ch/schweiz/jede-fuenfte-aerztin-steigt-aus-dem-beruf-aus-130048400

Nessuno può negare che la Svizzera deve formare più medici. Dei 4000 medici che iniziano a lavorare annualmente in Svizzera solo 900 sono Svizzeri. Il consiglio federale è d’accordo che siano troppo pochi e vuole aiutare i cantoni a finanziare gli studi. Per questo settimana scorsa sono stati stanziati 100 milioni di franchi aggiuntivi per aumentare questo numero a 1300. Il credito dovrebbe servire a finanziare un programma speciale tra il 2017 ed il 2020.

Ad aggiungersi al fatto che ne vengono formati troppo pochi, vi è il dato di fatto che dopo 10 anni dall’inizio della carriera una dottoressa su cinque e  un medico su otto interrompono prematuramente la propria carriera. Simon Stettler (amministratore delegato VSAO/ASMAC) fa notare che è un bene che il consiglio federale si impegna per aumentare il numero di studenti che si formano nella professione ma che è altrettanto importante assicurare che questi studenti diventati medici restino nella professione, mancano strategie e provvedimenti in tale senso. Una ricerca dei motivi per i quali questi medici interrompano la carriera è ancora in corso. Una cosa è però certa: se vi sono motivi famigliari o altro che richiedono la riduzione della percentuale di lavoro e non vi è però la possibilità di farlo da parte dei datori di lavoro, il medico deciderà di interrompere la carriera. Concretamente le dottoresse-mamme che vorrebbero continuare a lavorare si trovano di fronte a due ostacoli: da una parte non vi sono posti di asilo per i bambini che sono adatti agli orari di lavoro flessibili, dall’altra parte è molto difficile per una dottoressa che ha interrotto per un determinato tempo per occuparsi dei propri bambini troverà molte difficoltà nella ripresa del lavoro a causa della rapida evoluzione del lavoro. Chi non pratica o si mantiene aggiornato perde importanti passi evolutivi nelle specialità.

Alcuni ospedali (per esempio l’ospedale di Aarau) hanno i propri asili che si devono però finanziare autonomamente poiché la legge non permette ai cantoni di sostenere gli ospedali. Cosa molto difficile a causa degli orari di lavoro prolungati e flessibili. È strettamente necessario che la pubblica amministrazione possa intervenire a sostegno di questi progetti. In futuro, con l’aumento della percentuale femminile impiegata nel settore, questo problema si accentuerà ulteriormente.

In allegato il comunicato dell’UFSP

Un recente articolo sulla RMS (http://www.revmed.ch) fa notare come la penuria di medici sembrerebbe toccare più l’area germanofona ed il Ticino, mentre nella Romandia il problema non sarebbe di tipo numerico ma riguarderebbe piuttosto la distribuzione geografica e la ripartizione iniqua nelle specialità rispetto alle reali esigenze sanitarie.

In allegato l’articolo completo.

Il 7 aprile 2016 l’FMH organizza un simposio sulla salute dei medici con lo scopo di sensibilizzare loro stessi, gli ospedali e i formatori ai possibili pericoli che si possono incontrare nella carriera, dai diversi punti di vista. Sono previste conferenze, atelier, workshops… ulteriori informazioni saranno disponibili qui: http://fmh.ch/it/politica_temi/promozione_prevenzione.html
Articolo in tedesco più sotto

Alcune riflessioni apparse su “Die Zeit” sulla sofferenza della professione. I casi citati sono tedeschi e sono portati all’estremo ma anche in Svizzera le condizioni non erano meglio. Sempre di più non si è più disposti a lavorare per delle condizioni di lavoro illegali. Ci lavoriamo costantemente, cercando di migliorarle con lo scopo di permettere una cura migliore ai pazienti.

Link all’articolo: http://www.zeit.de/campus/2016/01/aerzte-krankenhaus-gesundheit-arbeitsbedingungen-ungesund

 

Malgrado i medici sappiano che possono contagiare i pazienti, in molti vanno al lavoro ammalati. Anche in Svizzera è un problema.

Uno studio di Philadephia ha dimostrato che più dell’80% del personale sanitario va al lavoro malgrado sia ammalato (http://archpedi.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2344548).

Una realtà molto simile la si incontra pure in Svizzera anche se in una portata minore. I motivi che spingono i medici ad andare al lavoro anche se sono ammalati sono svariati ma il più citato è quello di non voler piantare in asso i colleghi e i pazienti come pure che il medico deve mostrarsi forte e non può ammalarsi. Le regolamentazioni sulle ore lavorative e delle condizioni di lavoro migliori di quelle americane riducono leggermente questo senso del dovere. Dipende in ogni caso dalla comprensione dei propri superiori e della proprio senso di responsabilità.

Ulteriori riflessioni si possono trovare in questo recente articolo dell’NZZ: http://www.nzz.ch/nzzas/nzz-am-sonntag/wenn-der-arzt-krank-macht-ld.4263

Da ultimo ma non meno importante, in tutte le realtà lavorative è necessario cercare di ridurre il contagio agli altri collaboratori, le regole che vigono in ospedale dovrebbero venir applicate in tutti i settori.

Eccovi il resoconto dell’assemblea plenaria dell’Istituto svizzero per la formazione dei medici (ISFM)

In particolare è da notare come nelle valutazioni che vengono effettuate ogni anno (formulario di valutazione dei posti di formazione) venga attribuito un grado di giudizio inversamente proporzionale alla grandezza dell’istituto di formazione.

Articolo in tedesco più sotto

 

I sottoscritti Gran consiglieri, avvalendosi della facoltà prevista all’articolo 105 della legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il CdS (LGC) presentano la seguente

 

Mozione

 

Geriatria ad Acquarossa: rientri dalla porta ciò che è scappato dalla finestra

 

Atta a: Ripristinare il servizio di Geriatria presso l’ospedale regionale di Bellinzona e Valli, sede di Acquarossa e a garantirne il futuro.

 

Premesse:
In data 15.12.2015 è stato approvato dal Gran Consiglio il rapporto di maggioranza sulla pianificazione ospedaliera che ha decretato la definitiva chiusura del reparto di geriatria presso l’ospedale di Zona di Acquarossa.
L’emendamento presentato dal deputato Pronzini atto a mantenere lo status quo è stato bocciato con il risultato di 33 contrari, 23 favorevoli, 6 astenuti e 28 assenti dall’aula. È quantomeno evidente che il risultato di tale votazione è stato viziato dall’assenza di numerosi deputati.

La soluzione proposta dal Consiglio di Stato per l’ospedale di Acquarossa, poi ripresa dal rapporto di maggioranza e quindi votata in Gran Consiglio prevede, tra l’altro, l’erogazione delle seguenti prestazioni.
– Reparto medicina di base: Un reparto acuto di 10 posti letto con un servizio di medicina di base appoggiato all’ORBV per le specializzazioni specifiche.
– Reparto AMI: Un reparto AMI di 30 posti letto secondo il profilo LAMal art 39 cpv 3, quale offerta di prestazione successiva alla fase acuta.
– Pronto soccorso: Un servizio di Pronto soccorso in rete con i medici della Valle, nel limite delle reali possibilità.
– Casa anziani: Un ampliamento e rinnovo dell’adiacente casa anziani con la quale condividere in modo sinergico alcuni servizi centrali.

Argomentazioni:

1. L’ospedale regionale di zona di Acquarossa fa riferimento alla struttura maggiore del San Giovanni di Bellinzona con la quale è direttamente in rete e condivide lo stesso apparato amministrativo ivi incluso la direzione. Al momento della presentazione delle richieste per ottenere i mandati, senza avere per altro informato il team medico ed infermieristico di Acquarossa, la direzione non ha inoltrato alcuna domanda per l’ottenimento del mandato di geriatria segnando di fatto una via in salita per il nosocomio bleniese.

2. Criteri di qualità: Al contrario di quanto asserito da più parti, la geriatria non necessita di apparecchiature diagnostiche particolari quali TAC o RM. Numerose pubblicazioni scientifiche lo dimostrano concretamente. Fondamentale è per contro la presenza di medici in possesso di un titolo FMH nelle discipline per le quali si ottiene un mandato e nello specifico la loro dimestichezza con mezzi diagnostici quali radiologia convenzionale e sonografia. Nello specifico questi requisiti vengono ampiamente ossequiati. L’ottenimento di 10 letti acuti di medicina interna stanno chiaramente a dimostrare la possibilità di svolgere da parte dell’ospedale bleniese mandati nell’ambito acuto stazionario.

3. Criteri di economicità 1: Malgrado l’ente ospedaliero non abbia potuto fornire cifre ufficiali, attraverso calcoli ritenuti attendibili è stato dimostrato che nell’ambito somatico acuto le spese giornaliere medie per le degenze ad Acquarossa presentavano risparmi effettivi di più di 300 fr paragonati alle altre strutture dell’EOC. È quantomeno evidente che la medicina praticata ad Acquarossa, oltre ad essere di qualità, rappresenta un modello da seguire anche dal profilo dell’economicità, a maggior ragione in un contesto dove i costi inerenti alla salute, sia nell’ambito ambulatoriale che nell’ambito stazionario, sono in continua ascesa.

4. Criteri di ecomonicità 2: Secondo la letteratura la gestione di una struttura sanitaria raggiunge criteri di economicità e di efficienza qualora al suo interno il numero di letti siano compresi tra gli 80 ed i 140. È evidente che nel caso specifico di Acquarossa la decurtazione di letti, oltre ad impoverire il substrato medico, ne mette in pericolo la funzionalità dando ulteriori argomenti a sostegno di chi in futuro vuole centralizzare ulteriormente il servizio stazionario di medicina di base.

5. Criteri legali: I professionisti della salute sottostanno, di principio al pari a tutte le figure professionali dipendenti sul territorio elvetico, alla legge federale sul lavoro che prevede specifiche condizioni lavorative e che nello specifico di Acquarossa per il corpo medico non possono venire ossequiate. Le unità di impiego così come calcolate non rispondono alle esigenze della legislazione vigente e della struttura. Non è infatti possibile, sottostando ad un massimo di 50 ore settimanali per il corpo medico, far funzionare una struttura con 40 letti complessivi (10 somatico-acuti e 30 acuti di minor intensità). La gestione di una struttura simile necessiterebbe di ulteriori figure professionali inserite in una turnistica regolare. L’adeguamento del numero di medici assistenti sarebbe inoltre facilitato nel caso in cui la presente mozione dovesse venire accolta per evidenti criteri di efficienza. Infatti un numero maggiore di letti consente in questo caso una turnistica decisamente più efficace ed una gestione più razionale delle risorse umane.

6. Prospettive di sviluppo e di nuova costruzione: La struttura ospedaliera di Acquarossa si può, dopo lustri di onorato servizio, definire vetusta specie per le esigenze medico-logistiche di oggigiorno. Il messaggio governativo, così come la direzione dell’ EOC hanno dimostrato di voler credere nel prosieguo dell’attività sanitaria in Valle di Blenio. Su queste basi è lecito ricordare che si sta già alacremente lavorando affinchè vi siano le basi per una costruzione ex-novo sui sedimi adiacenti la struttura ospedaliera attuale. In una struttura nuova sarebbe lecito sperare di poter ottenere mandati ulteriori specie nell’ambito della medicina palliativa, considerando poi ulteriori possibilità d’integrazione nella struttura di servizi socio-sanitari delle Tre Valli (servizio d’ambulanza Tre Valli Soccorso, asilo nido, Sevizio di assistenza e Cura a Domicilio, ecc.)

7. Sviluppo ed investimenti nelle regioni periferiche: Il polo sanitario bleniese rappresenta per l’intera Valle una fonte di ricchezza fondamentale, sia dal profilo sociale ed umano, che dal profilo sanitario ed economico. Se è vero che la pianificazione ospedaliera non deve entrare nel merito degli aspetti che esulano da puri argomenti di esigenza sanitaria, è pur vero che nella fattispecie gli altri aspetti non vanno dimenticati. È di fatto inutile investire in plurimi progetti di sviluppo se poi si dimentica di salvaguardare ciò che è già stato costruito e rappresenta un vero patrimonio nel contesto bleniese e delle Tre Valli.

8. Collaborazione con il Circolo medico Tre Valli: Nel messaggio governativo si scrive, cito testualmente, l’ospedale di Acquarossa dispone di “un servizio di Pronto soccorso” da gestire “in rete con i medici della Valle, nel limite delle reali possibilità”. Il circolo medico Tre Valli ha informato per iscritto il Governo ben prima della pubblicazione definitiva del messaggio governativo, di non poter collaborare così come inteso alla gestione del pronto soccorso, per l’evidente mancanza di medici di famiglia attivi sul territorio e per il sovraccarico di lavoro che questo comporterebbe. È quindi evidente che la soluzione prospettata non è praticabile e rischia a lungo termine, specie senza adeguamento del numero di medici assistenti attivi presso la struttura bleniese, di non veder assicurata le gestione medica del pronto soccorso.

Ricordo a riguardo che la Costituzione federale è stata modificata il 18 maggio come segue:

Art. 117a
Medicina di base
1. Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni si adoperano a favore di una medicina di base di alta qualità accessibile a tutti. Entrambi riconoscono e promuovono la medicina di famiglia come componente fondamentale della medicina di base.
2. La Confederazione emana prescrizioni sulla formazione e sul perfezionamento per le professioni della medicina di base, nonché sui requisiti per l’esercizio delle stesse.
3. Essa può:
• a. partecipare all’elaborazione di basi volte a sviluppare ulteriormente e a
coordinare la medicina di base;
• b. adottare misure volte a garantire la qualità delle prestazioni

9. Prospettive a lungo termine: Non si può nascondere che, così come i grossi ospedali cantonali senza medicina ad alta specialità, così anche l’ospedale di Acquarossa senza un’offerta sanitaria di base degna di questo nome non rappresenti per i medici un luogo di lavoro attrattivo. Il rischio a medio/lungo termine è di non riuscire a sostituire gli attuali specialisti con una nuova generazione di medici specialisti. L’ospedale di Acquarossa ha dato prova di lungimiranza nella formazione di nuovi medici assistenti. Le valutazioni di questi ultimi dei loro superiori ne è una chiara testimonianza. Questo lavoro qualitativo andrebbe vanificato qualora la struttura non venisse accreditata di ciò che merita.
Sulla base delle precedenti argomentazioni i sottoscritti deputati chiedono quindi di:

• Reintegrare almeno 10 letti somatico-acuti nell’ambito di un mandato di Geriatria.

• Garantire con l’adeguamento del numero di personale medico-sanitario la gestione sia dei reparti somatico-acuti, acuti di minor intensità che l’attività ambulatoriale di pronto soccorso nel rispetto della legge federale sul lavoro.

• Vigilare ed assicurarsi, secondo le competenze attribuite dalla Legge sull’ EOC art 26, che la costruzione ex-novo dell’ospedale di Acquarossa (citata fra l’altro per argomentare la decisione di inserire letti AMI sotto il cpv 3 dell’art 39 LAMal) abbia a realizzarsi in tempi ragionevoli.

In via subordinata, di:

• Integrare 10 letti somatico-acuti nell’ambito della medicina interna portando il numero complessivo nella struttura bleniese in quest’ ambito ad un totale di 20.
In fede:
• Simone Ghisla (PPD)
• Franco Denti (Verdi)
• Paolo Peduzzi (PPD)
• Gina La Mantia (PS)
• Walter Gianora (PLR)
• Raffaele de Rosa (PPD)
• Franco Celio (PLR)
• Omar Terraneo (PLR)
• Giorgio Fonio (PPD)
• Gianrico Corti (PS)
• Germano Mattei (Montagna Viva)
• Michele Guerra (Lega)
• Nadia Ghisolfi (PPD)