{"id":1251,"date":"2020-06-01T14:22:33","date_gmt":"2020-06-01T14:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/asmact.ch\/?p=1251"},"modified":"2020-06-17T13:06:45","modified_gmt":"2020-06-17T13:06:45","slug":"medici-assistenti-e-lora-della-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asmact.ch\/?p=1251","title":{"rendered":"Medici assistenti: \u00e8 l&#8217;ora della svolta!"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Pubblicato su &#8220;La Regione&#8221;, 26.05.2020, DG<\/p><cite>Se mai ve ne fosse stato il dubbio, la pandemia ha dimostrato il valore strategico del sistema sanitario per la nostra societ\u00e0. Grazie alla pronta reazione delle autorit\u00e0, degli ospedali e delle cliniche private, dei medici sul territorio, nonch\u00e9 grazie all\u2019impegno e all\u2019abnegazione di tutto il personale medico e paramedico, la Svizzera in generale e il Ticino in particolare, hanno saputo dare una risposta forte ed efficace al diffondersi del coronavirus limitandone le conseguenze, pur con l\u2019importante tributo di vittime che purtroppo il Ticino ha sofferto.<br>&nbsp;<br>La popolazione tutta ha poi fatto la sua parte, seguendo le disposizioni e le raccomandazioni delle autorit\u00e0 e dello Stato Maggiore di Condotta portandoci fuori dal picco epidemico. Si tratta ora di non abbassare la guardia perch\u00e9 il COVID 19 non \u00e8 sconfitto; al contrario pu\u00f2 ancora colpire duramente, se non vengono mantenute adeguate difese.<br>\u00c8 per\u00f2 giusto guardare avanti e gi\u00e0 ora capire come ci si dovr\u00e0 muovere nel futuro, per migliorare ulteriormente le premesse che danno qualit\u00e0 e resistenza al sistema sanitario.<br>&nbsp;<br>Qualche importante riflessione \u00e8 gi\u00e0 in atto, anche a livello politico, ad esempio per quanto concerne il personale infermieristico. La pandemia ha messo in luce rischi che nel passato erano stati parzialmente sottovalutati, come ad esempio l\u2019insufficiente percentuale di personale indigeno, determinata dalla limitata dimensione dell\u2019offerta formativa e delle condizioni contrattuali non sempre all\u2019altezza delle aspettative delle giovani e dei giovani svizzeri.<br>&nbsp;<br>\u00c8 importante sapere che un discorso analogo deve essere fatto anche per il personale medico che opera negli ospedali e nelle cliniche private. I medici assistenti e i capi clinica, che in Ticino sono un migliaio, hanno risposto con grande professionalit\u00e0 e competenza all\u2019emergenza coronavirus, prestando senza riserve la loro collaborazione, mai ponendo limiti di tempo alla loro presenza negli ospedali e nelle cliniche. Hanno fatto quello che giustamente ci si pu\u00f2 attendere da chi, oltre alle competenze tecniche, ha un elevato senso di responsabilit\u00e0. E come Presidente dell\u2019associazione che li rappresenta, voglio ringraziarli per questo impegno.<br>&nbsp;<br>\u00c8 per\u00f2 importante sapere che quanto accaduto ai medici assistenti e ai capi clinica nei mesi scorsi costituisce da troppo tempo la regola e non l\u2019eccezione. A fronte infatti di una legge sul lavoro che limita il loro impegno settimanale a 50 ore (!), \u00e8 prassi che i medici assistenti lavorino molto di pi\u00f9, oltre ad una serie di altre disposizioni del contratto di lavoro che non vengono tenute in debita considerazione.<br>In un sondaggio recentemente realizzato dall\u2019istituto DEMOSCOPE per conto dell\u2019Associazione Svizzera dei Medici Assistenti e dei Capiclinica (ASMAC), al quale hanno partecipato ben 3000 medici su tutto il territorio nazionale, il 62% delle persone interpellate ha concreti problemi con la durata settimanale del lavoro (che raggiunge mediamente 56 ore). Questa situazione, che si trascina da anni, ha conseguenze non solo sulla qualit\u00e0 della vita personale, ma anche sulla qualit\u00e0 delle prestazioni, cos\u00ec come sulla necessaria attenzione verso la formazione, che per i medici assistenti in particolare costituisce un aspetto fondamentale. Da non sottovalutare inoltre la possibilit\u00e0 concreta, come dimostrato in un sondaggio del 2016, che un numero crescente di medici abbandoni la professione perch\u00e9 considera intollerabili le condizioni di lavoro.<br>&nbsp;<br>Medici assistenti e capiclinica chiedono da tempo che la questione venga finalmente affrontata e che siano adottate misure atte a far rientrare l\u2019impegno degli interessati nei parametri contrattuali. L\u2019ASMACT ha gi\u00e0 messo sul tavolo proposte concrete chiedendo, laddove necessario, di aumentare il numero di medici negli ospedali per consentire il rispetto degli orari e del carico di lavoro. Una riflessione importante, pure sollevata dall\u2019associazione con il progetto \u201cMedicina, non burocrazia!\u201d, invita a potenziare il personale amministrativo per sgravare i medici da attivit\u00e0 burocratiche e procedurali che ne distolgono l\u2019attenzione verso i pazienti.<br>&nbsp;<br>\u00c8 ora auspicabile che chi di dovere dia adeguate risposte e che nessuno consideri quanto esposto con questo scritto una questione sindacale che interessa solo la categoria dei medici assistenti e dei capiclinica. Ricollegandoci a quanto dicevamo all\u2019inizio, il corretto funzionamento del sistema sanitario concerne tutta la societ\u00e0 e tutti gli attori devono poter operare in condizioni di massima sicurezza (sia fisica sia psichica), con immutata motivazione e corretto riconoscimento delle aspettative professionali e personali!<\/cite><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su &#8220;La Regione&#8221;, 26.05.2020, DG Se mai ve ne fosse stato il dubbio, la pandemia ha dimostrato il valore strategico del sistema sanitario per la nostra societ\u00e0. 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