{"id":334,"date":"2014-09-14T08:56:51","date_gmt":"2014-09-14T08:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/asmact.ch\/?p=334"},"modified":"2014-09-14T08:56:51","modified_gmt":"2014-09-14T08:56:51","slug":"leccezione-e-la-regola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asmact.ch\/?p=334","title":{"rendered":"L&#8217;eccezione \u00e8 la regola"},"content":{"rendered":"<p><strong>Negli ospedali svizzeri le condizioni di lavoro illegali sono all&#8217;ordine del giorno. Per il 69% di tutti i medici assistenti e i capiclinica le disposizioni della legge sul lavoro non vengono rispettate. Particolarmente critiche sono le condizioni di lavoro in Ticino, nella Svizzera romanda e particolarmente nei servizi di chirurgia. Lo dimostrano i risultati di uno studio rappresentativo eseguito su incarico dell&#8217;ASMAC.<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 i risultati non sorprendono per nulla. Dal 2005, anno di entrata in vigore della legge sul lavoro anche per i medici assistenti e i capiclinica, l&#8217;applicazione procede lentamente. Si \u00e8 sempre lavorato e si continua a lavorare per troppo tempo e per troppi giorni consecutivamente, oltre ad accumulare troppe ore supplementari. Che tali condizioni di lavoro siano dannose per la salute degli interessati e di conseguenza costituiscano un rischio per i pazienti, \u00e8 altrettanto noto. Tuttavia, tra il saperlo e il poterlo dimostrare c&#8217;\u00e8 evidentemente una differenza. Pi\u00f9 che la realt\u00e0 vissuta, nella discussione mancano fatti e cifre. Per questo motivo l\u02bcASMAC, nell&#8217;ambito del proprio impegno a favore di condizioni di lavoro corrette, ha commissionato uno studio che ha rilevato l&#8217;entit\u00e0 delle violazioni della legge.<\/p>\n<p><strong>Quasi 3\u02bc300 intervistati<\/strong><br \/>\nTra il 9 gennaio e il 10 febbraio, la ditta DemoSCOPE ha scritto a tutti i medici assistenti e i capiclinica membri dell&#8217;ASMAC. Il sondaggio si \u00e8 svolto online e la quota di risposte \u00e8 stata del 26%, il che significa che sono stati compilati 3\u2019298 questionari. Un valore cos\u00ec positivamente elevato garantisce la rappresentativit\u00e0 dei risultati anche a livello dei sottogruppi (sesso, area linguistica, indirizzo specialistico, grado di occupazione, funzione, ecc.).<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/asmact.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-329 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/asmact.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx-150x150.jpg\" alt=\"Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/asmact.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx-150x150.jpg 150w, https:\/\/asmact.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx-45x45.jpg 45w, https:\/\/asmact.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Studie_Folienauszug_Journal_def_FR_TomKorr.pptx-220x220.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Giornate e settimane troppo lunghe<\/strong><br \/>\nLa maggior parte degli intervistati (75%) lavora con un grado di occupazione del 100%. Nella maggior parte dei casi hanno un orario di lavoro settimanale stabilito per contratto di 50 ore. Tuttavia, tale orario di lavoro settimanale, che corrisponde a quello massimo consentito dalla legge, viene rispettato solo nel 29% dei casi. In media, l&#8217;orario di lavoro viene superato di oltre 5 ore alla settimana e un intervistato su quattro lavora settimanalmente addirittura 60 o pi\u00f9 ore. Inoltre, chi crede che le assunzioni a tempo parziale prevengano giornate di lavoro troppo lunghe, si sbaglia. Come lo studio dimostra, un grado di occupazione del 50% fa presto a diventare del 60% o 70%. Infatti, quasi il 60% dei medici assunti a tempo parziale lavorano pi\u00f9 dell&#8217;orario contrattualmente previsto.<\/p>\n<p>A peggiorare la situazione contribuisce il fatto che le ore di lavoro effettivamente svolte spesso non vengono comunicate. Quasi il 40% degli intervistati affermano infatti di lavorare pi\u00f9 delle ore registrate. A questo proposito si innesca poi un circolo vizioso: maggiore \u00e8 il superamento dell&#8217;orario di lavoro massimo consentito e minore \u00e8 la disciplina nel registrare le ore effettivamente svolte.<\/p>\n<p>L&#8217;anno scorso, a causa del continuo superamento dell&#8217;orario di lavoro massimo, si sono accumulate annualmente quasi 141 ore supplementari a testa. Considerando la scarsa disciplina nel comunicarle, si pu\u00f2 supporre che la cifra reale sia ben superiore. Molte di queste ore supplementari sono anche cosiddette ore di lavoro straordinario (cio\u00e8 quelle che vengono svolte oltre le 50 ore settimanali). Un carico annuale di pi\u00f9 di 140 ore straordinarie risulta essere illegale.<\/p>\n<p>Infatti, oltre alle 50 ore settimanali, uno dei pilastri fondamentali della legge sul lavoro \u00e8 la regola secondo la quale non si pu\u00f2 lavorare per pi\u00f9 di sette giorni consecutivi. Anche in questo caso per\u00f2 le violazioni sono la norma, dal momento che solo il 46% dei medici ha rispettato costantemente questa disposizione. La cosa allarmante \u00e8 che per circa un quarto degli intervistati l&#8217;anno scorso \u00e8 accaduto quattro o pi\u00f9 volte che abbiano lavorato pi\u00f9 di sette giorni consecutivi. A tale proposito bisogna riflettere sul fatto che lavorare pi\u00f9 di sette giorni consecutivi significa molto spesso un impiego di 12 giorni senza soste, con le relative conseguenze per il benessere di medici e pazienti.<\/p>\n<p>Considerando le tre norme fondamentali (orario di lavoro massimo, numero massimo di ore di lavoro straordinario e numero di giorni di lavoro consecutivi) nel loro complesso, si arriva alla conclusione che, per il 69% degli intervistati l&#8217;anno scorso, almeno una delle tre norme \u00e8 stata violata. Dato che per molti degli intervistati non \u00e8 stata effettuata con continuit\u00e0 una corretta registrazione dell&#8217;orario di lavoro e delle ore supplementari, si pu\u00f2 presupporre che vi sia una notevole quota non ufficiale e che pertanto il 69% sia da considerarsi un valore estremamente sottostimato.<\/p>\n<p><strong>Valori estremi tendenti verso il basso<\/strong><br \/>\nPoco sorprendente \u00e8 il fatto che le disposizioni della legge sul lavoro vengano violate con frequenza superiore alla media soprattutto nell&#8217;ambito della chirurgia. La media delle ore di lavoro svolte settimanalmente \u00e8 infatti significativamente superiore rispetto agli altri indirizzi specialistici. Di conseguenza anche le ore supplementari accumulate in un anno sono nettamente superiori con un valore medio di 197. Solo il 30% dei chirurghi l&#8217;anno scorso non ha mai lavorato pi\u00f9 di sette giorni consecutivamente. Infine, un numero superiore alla media degli intervistati degli indirizzi specialistici della chirurgia non annota le proprie ore supplementari.<\/p>\n<p>Significativamente peggiore \u00e8 la situazione negli ospedali della Svizzera francese e italiana, nei quali le disposizioni vengono violate con frequenza evidentemente maggiore rispetto alla Svizzera tedesca. Anche le ore di lavoro supplementari vengono annotate meno regolarmente nelle aree linguistiche latine rispetto alla Svizzera tedesca. Nell&#8217;ambito della stessa area linguistica le differenze tra i cantoni sono invece sorprendentemente piccole, il che significa che le violazioni della legge sul lavoro avvengono sull&#8217;intero territorio.<br \/>\nInfine, gli ospedali privati ottengono in generale risultati migliori riguardo ai criteri analizzati rispetto agli ospedali universitari, cantonali e regionali.<\/p>\n<p><strong>Il sovraffaticamento come rischio<\/strong><br \/>\nDa anni l\u02bcASMAC fa notare che le condizioni di lavoro illegali possono diventare un rischio per i pazienti e per gli stessi interessati. Chi \u00e8 esausto dal punto di vista fisico e\/o psichico diventa un pericolo per s\u00e9 e per gli altri. Anche a questo proposito lo studio fornisce prove inconfutabili. Il 38% degli intervistati afferma infatti di avere personalmente assistito negli ultimi anni a situazioni di pericolo per un paziente a causa del sovraffaticamento del medico. I risultati del sondaggio mostrano chiaramente che i rischi per i pazienti crescono proporzionalmente al carico orario. Infatti, un medico su due con una settimana lavorativa media di oltre 60 ore si \u00e8 trovato in una situazione di pericolo per il paziente.<\/p>\n<p>Altrettanto preoccupanti sono le affermazioni degli intervistati riguardo alla propria salute. Il 48% dichiara di essere spesso o molto spesso stanco e pi\u00f9 di un quarto si sente addirittura \u201cspesso o molto spesso esausto\u201d. Tale sovraffaticamento \u00e8 causa di esaurimento sia fisico (23% spesso\/molto spesso) che emotivo (25% spesso\/molto spesso). Un numero spaventosamente alto di medici, pari a un terzo, arriva quantomeno di tanto in tanto al limite e pensa &#8220;non ce la faccio pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Condizioni ideali<\/strong><br \/>\nOra esiste un vasto repertorio di dati, tabelle e cifre che indicano come si configura il lavoro medico quotidiano nelle realt\u00e0 ospedaliere svizzere. Ancora una volta \u00e8 stato possibile mettere nero su bianco che la legge sul lavoro viene violata nella maggioranza dei casi e con continuit\u00e0. Ma come desiderano lavorare i medici assistenti e i capiclinica? Anche questo aspetto \u00e8 stato oggetto dello studio. Non sorprende quindi che la maggioranza (55%) desideri una settimana di 42 ore. Il lavoro a tempo parziale ha effetti positivi sul benessere dei medici, che cos\u00ec si sentono meno esausti ed esauriti. Un&#8217;eccezione \u00e8 costituita tuttavia dalle donne. Bench\u00e9 le donne medico lavorino a tempo parziale molto pi\u00f9 frequentemente dei colleghi maschi, il loro benessere \u00e8 significativamente inferiore a quello degli uomini. Il motivo risiede probabilmente nel fatto che famiglia e lavoro sono difficilmente conciliabili anche con un&#8217;occupazione a tempo parziale.<\/p>\n<p>Per l\u02bcASMAC lo studio contiene, come detto, poche sorprese. Si tratta tuttavia di un prezioso strumento nell&#8217;ambito degli sforzi dell&#8217;associazione per porre l&#8217;accento sulla legge sul lavoro e portarne avanti finalmente l&#8217;attuazione su tutto il territorio nazionale. Chiediamo con veemenza controlli a tappeto negli ospedali. \u00c8 inoltre necessario che i medici ospedalieri vengano sgravati efficacemente dai compiti amministrativi. Inoltre, il sondaggio sostiene gli sforzi dell&#8217;ASMAC per implementare negli ospedali misure a sostegno delle famiglie. Un primo passo \u00e8 stata la <a title=\"Grande interesse mediatico per l\u02bcASMAC\" href=\"http:\/\/asmact.ch\/?p=330\" target=\"_blank\">presentazione ai media per rendere noti i risultati all&#8217;opinione pubblica<\/a>. Fortunatamente la pressione sulla politica e sugli ospedali \u00e8 notevolmente aumentata!<\/p>\n<p><em>Nico van der Heiden, responsabile Politica e Comunicazione ASMAC<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ospedali svizzeri le condizioni di lavoro illegali sono all&#8217;ordine del giorno. Per il 69% di tutti i medici assistenti e i capiclinica le disposizioni della legge sul lavoro non vengono rispettate. 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